Alimentarsi consapevolmente

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Alimentarsi consapevolmente

La scelta dei cibo e degli alimenti con cui nutriamo il nostro corpo sono elementi importanti da non sottovalutare per preservare un buono stato di salute e benessere; la cura dell’ alimentazione è un fattore imprescindibile se desideriamo migliorare la qualità della nostra vita sotto tutti gli aspetti, senza cadere in una spirale di inconsapevolezza determinata dalla scarsa diffusione di informazioni attendibili e dalla pubblicità.

“Dimmi che cosa mangi e ti dirò chi sei”

Anthelme Brillat-Savarin

Sempre più persone accusano problemi di intolleranze alimentari, di vario genere e gravità…sempre più ricerche dimostrano che gran parte delle malattie che manifestiamo dipendono spesso dai cibo con cui ci nutriamo. Ormai le informazioni relative alla sana alimentazione sono disponibili a tutti i livelli:

Ma allora che cosa sta succedendo?  Perché la maggioranza delle persone sembra non dare peso agli alimenti con cui si nutre?

Consideriamo cibo qualsiasi cosa, ingeriamo “veleni” con leggerezza, non ce ne rendiamo conto, il gusto è buono, poi però scopriamo di avere problemi di digestione, colesterolo, sovrappeso e la lista potrebbe andare avanti all’infinito.

Pubblicità e/o informazione di qualità?

Quante persone si preoccupano veramente di capire che cibo comprano e quanti invece, decidono i loro acquisti distratti dai colori, dalla posizione del prodotto al supermercato, dalla musica, dalla telefonata o dal messaggio e soprattutto dalla pubblicità televisiva? La pubblicità: un condizionamento davvero enorme di cui spesso non ci rendiamo nemmeno conto, un linguaggio subliminale che orienta le nostre scelte in qualsiasi settore. La scelta del giusto slogan, del logo, del personaggio rappresentativo da inserire nella pubblicità diventano informazioni più importanti rispetto alla politica intrapresa da quella determinata azienda per entrare nel mercato alimentare e alla qualità dei prodotti che utilizza. L’importante è che, all’apparenza, il prodotto finito soddisfi il consumatore disattento.  Disattento perché la maggior parte dei consumatori non ha mai letto un’etichetta, chi l’ha letta non si è mai chiesto che cosa siano tutte quelle strane diciture.

L’etichetta: una risorsa di qualità.

Impariamo a usare l’etichetta come primo e semplice filtro di qualità tenendo anche presente che gli ingredienti sono elencati in ordine di quantità, al primo posto troviamo l’ingrediente che è presente in maggioranza: per esempio se acquistiamo del cioccolato e al primo posto troviamo lo zucchero sappiamo che quel prodotto sarà di scarsa qualità (in fondo stiamo comprando del cioccolato e non dello zucchero). Inoltre sarebbe preferibile scegliere prodotti con una lista di ingredienti semplice e breve (ci sono prodotti la cui etichetta è davvero infinita e incomprensibile). Infine se compaiono delle diciture che non conosciamo utilizziamo internet con molta probabilità si tratta di qualche ingrediente non esattamente salutare.

Confezionamento del prodotto

Le aziende devono offrire sul mercato un prodotto piacevole alla vista e al palato, pronto subito o con un minimo sforzo e soprattutto che duri a lungo! A proposito: quanti sanno che sotto le confezioni di tetrapak (latte, succhi di frutta, panna, latte di soia, ecc.) ci sono stampati dei numerini da 1 a 5 o 6 a seconda del caso? Che cosa sono quei numerini? Per esempio se sotto la confezione notiamo che manca il numero 4 significa questo: quel prodotto è rimasto invenduto, alla scadenza è stato ritirato dal mercato, trattato opportunamente e riproposto per la vendita, quindi ha subito questo trattamento 4 volte (se calcolato che un prodotto nel tetrapak ha più o meno 2 anni di scadenza significa che stiamo consumando qualcosa che risale a 8 anni fa, non male).

Modalità di produzione e lavorazione

Impariamo a controllare gli ingredienti, le modalità di produzione e di lavorazione (evitare i prodotti precotti e quelli molto raffinati come lo zucchero bianco, preferire quelli integrali), di stoccaggio, di conservazione. Ormai si trova di tutto e in ogni periodo dell’anno, ma non è naturale trovare le fragole mature e succose a Natale, qualcosa è stato forzato. Avere pasta e sugo insieme già pronte, mah!?. Sarebbe sicuramente utile comprendere da dove vengono frutta e verdura, se vengono da molto lontano sicuramente è stato usato qualcosa per conservarle a lungo, quindi non stiamo mangiando un prodotto fresco e sano; se provengono da un paese straniero è possibile che siano stati usati fertilizzanti o pesticidi che magari in Italia sono vietati (non possiamo utilizzarli per la coltivazione ma li possiamo tranquillamente mangiare, è un po’ assurdo…non trovi?

Alcune riflessioni conclusive

Per avere una maggior qualità, l’ideale sarebbe potersi orientare verso l’acquisto di prodotti biologici con molta attenzione perché anche in questo campo è sempre in agguato la fregatura. Sicuramente il marchio biologico garantisce al consumatore una qualità maggiore rispetto alle scelte dell’azienda produttrice in termini di: materie prime utilizzate, tecniche di produzione nel rispetto dell’ambiente, una maggior cura nel mantenere alto il valore nutritivo del prodotto che diffondono.

Dulcis in fundo vi lasciamo una significativa frase della celebre scrittrice Virginia Woolf che in poche parole concentra i profondi legami tra cibo, qualità della vita e salute:

Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene.

Tu cosa ne pensi? Un tuo commento qui sotto sarebbe gradito. Grazie!

By |2018-08-03T18:21:30+00:00gennaio 30th, 2014|Alimentazione|0 Comments

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Annalisa Cagno

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