Questo articolo è stato aggiornato il 18 Agosto 2024
Riconoscere l’unicità della persona, non giudicare, rinforzare l’autostima e sviluppare un ascolto attivo sono alcune delle strategie efficaci per migliorare la comunicazione con gli adolescenti.
Nessuna regola matematica…solo alcune strategie!
Gli argomenti della relazione e della comunicazione sono da sempre i miei preferiti, non a caso ho scelto di svolgere una professione in cui li vede protagonisti entrambe. Essere formatrice da un lato e madre dall’altro mi ha consentito di raccogliere una discreta esperienza in comunicazione e dopo tanti anni di pratica sul campo ho compreso che, anche se non esistono REGOLE MATEMATICHE da poter applicare, esistono alcune strategie che funzionano per costruire una “sana” relazione con gli adolescenti e con i propri figli.
Valorizza la loro unicità.
Una di queste strategie è quella di considerare l’UNICITA’ della persona che ho davanti. Questo elemento di peculiarità è una delle basi da cui partire se si vuole comunicare con l’altro, davanti a noi abbiamo una persona, la sua educazione, le sue emozioni e non si può non valutarlo. Riconoscere l’altro come essere unico è un modo sano di considerarlo, spesso è una delle chiavi che permette la relazione (il legame). Questo è valido a ogni livello comunicativo ma lo è ancor di più quando abbiamo a che fare con adolescenti che siano figli, allievi, nipoti, ecc. Quando poi mi confronto direttamente con i genitori dei ragazzi e in particolare, di quelli che manifestano difficoltà di relazione in aula, nella maggioranza dei casi scopro che esiste alla base un problema di comunicazione e relazione tra l’adulto e il/la ragazzo/a e talvolta tra l’adulto e se stesso.
La nostra unicità è il dono più prezioso che abbiamo.
(Craig Warwick)
Impara a comunicare con te stesso
Da qui un altro elemento che ho acquisito: se non siamo in grado di comunicare con noi stessi difficilmente lo saremo con gli altri. In molte situazioni mi accorgo che le persone scappano da se stesse, i modi sono infiniti, perché fermarsi e guardarsi dentro è una delle cose più difficili da fare ma la vita, avendo più fantasia di noi, sa come portarci a farlo. Talvolta le difficoltà dei figli sono le stesse che abbiamo noi e che non vogliamo vedere. Anche noi siamo stati ragazzi/ragazze e abbiamo avuto le stesse problematiche che vivono gli adolescenti oggi, sicuramente in un ambiente diverso, con strumenti diversi ma le emozioni sono esattamente le stesse. Provare a guardarsi dentro potrebbe rivelare grandi soluzioni al nostro problema comunicativo con loro. Cercare di vedere le cose dal loro punto di vista ci potrebbe aiutare a scoprire cose di noi che abbiamo soffocato nel profondo e che affiorano nella relazione con gli adolescenti.
Non giudicare!
In altri casi i ragazzi individuano nell’insegnante un buon interlocutore che li ascolta e non li giudica. NON GIUDICARE A PRIORI mi sembra un altro ottimo consiglio da dare. Trovo che il giudizio sia una delle più grandi barriere comunicative perché se giudichi non puoi ascoltare, l’altra persona lo avverte anche solo dal tuo non verbale e appena accade le reazioni sono due: chiusura con abbandono della comunicazione o litigio. In entrambe i casi abbiamo fallito, se la persona non riesce ad aprirsi non può comunicare veramente.
Rafforza l’empatia con gli adolescenti.
Un altro errore che spesso noi “grandi” facciamo è quello di sminuire le situazioni che vivono i ragazzi adolescenti. Il pianto disperato della ragazzina per il fidanzatino che l’ha lasciata dopo due giorni di frequentazione dal nostro punto di vista può sembrare una cosa di poco conto ma se vogliamo aiutarli a crescere e comunicare con loro dobbiamo sforzarsi di essere maggiormente empatici.
Ascolta…senza ridicolizzare.
Ridicolizzare e sminuire i problemi e le emozioni dei nostri figli adolescenti non è sicuramente annoverata tra le strategie efficaci. Inoltre i ragazzi sono in una fase di grande confusione e il mondo che li circonda non gli dà grandi certezze, quindi è compito nostro cercare di dare loro quella sicurezza che gli servirà nella vita per realizzare i progetti e i sogni futuri. Spesso vedo arrivare genitori pieni di aspettative per i loro figli, si dilungano nell’elencare tutti i progetti che hanno per loro senza rendersi conto che i figli vorrebbero altro ma avendo sviluppato un atteggiamento remissivo non osano dirlo. A questo proposito mi permetto di sottolineare un altro importante tassello comunicativo, l’ASCOLTO.
Impariamo a vederli realmente per quello che sono, riconosciamoli nella loro unicità e non per quello che vorremmo fossero, a tal proposito vi lascio una frase di un noto scrittore che in molte situazioni conflittuali mi ha aiutato a focalizzare meglio le mie strategie educative:
I tuoi figli non sono figli tuoi, sono figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo, ma non li crei.
Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore, ma non le tue idee, perché essi hanno le loro proprie idee.
Tu puoi dare loro dimora al loro corpo, non alla loro anima, perché la loro anima abita nella casa dell’avvenire, dove a te non è dato entrare, neppure col sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro, ma non volere che essi somiglino a te,
Perché la vita non ritorna indietro e non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.
Khalil Gibran
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