Come gestire le critiche

Come gestire le critiche

Essere criticato e subire il giudizio altrui è un’esperienza comune a tutti…ma anche le critiche sono validi momenti di crescita se s’impara a riconoscere il tipo di critica e a gestirle.

In questo articolo toccheremo un aspetto piuttosto delicato nelle relazioni interpersonali e della crescita, che sicuramente ci ha visti in alcuni occasioni vittime, in altre attuatori o più spesso semplici spettatori…ma in ognuno di questi casi ha sicuramente contribuito a rendere negativa la nostra esistenza, sto parlando delle critiche e del giudizio.

Diciamolo francamente, a nessuno piace essere criticato…sia quando la critica arriva per migliorarci, tanto più quando è frutto sostanzialmente dall’incapacità degli altri di fare, di crescere e di migliorarsi. Ma noi non siamo qui per piangerci addosso ma per fornirvi strumenti utili per imparare a gestire un qualcosa che fa parte della vita e che con un po’ di pratica possiamo trasformare in un’occasione di crescita. Anche perché…

“Ci saranno sempre degli Eschimesi pronti a dettar norme su come devono comportarsi gli abitanti del Congo durante la calura.”

(Stanislaw Jerzy Lec)

TUTTE LE CRITICHE SONO UGUALI?

Assolutamente no, bisogna riconoscere che esistono:

  • Le critiche positive (costruttive);
  • Le critiche negative (distruttive);

Le prime hanno in sé il seme di un miglioramento, sono volte a farci crescere e aumentare il nostro livello di qualità. Solitamente vengono formulate in modo chiaro, specifico e mettono in evidenza il problema del tuo operato ma non ti svalutano come persona.

Le seconde generalmente sono mosse da sentimenti e emozioni negativi (invidia, gelosia, bassa autostima, insoddisfazione, dolore, rabbia, ecc.) e mirano solo a distruggere la tua immagine. Questo tipo di critica viene formulata in modo molto generico e negativo. Spesso a muovere questo tipo di critica ci sono persone che non fanno, non agiscono, non attuano miglioramenti nella propria vita e che per questo motivo sviluppano ogni sorta di sentimento umano nei confronti di coloro che invece fanno.

QUALE STRATEGIA POSSIAMO UTILIZZARE PER GESTIRE LA CRITICA ALTRUI?

Vediamo alcune cose da fare per affrontare al meglio questo aspetto delle relazioni umane. Cercheremo di riassumerlo in alcuni passi fondamentali.

Primo passo: ascolta

E’ importante mettersi comunque nella dimensione di ascolto, perché anche da una critica si può imparare qualcosa, spesso quello che ci urta maggiormente non è quello che viene detto ma il come viene detto…ma non potendo cambiare coloro che ci stanno attorno abbiamo solo la possibilità di modificare il nostro modo di reagire.

L’ascolto attento della critica ti permette di poter passare al passo successivo.

Secondo passo: verifica la fonte

In molti casi, come abbiamo già detto, le critiche vengono mosse solo per un unico scopo, quello di distruggerci…di solito nascono da focolai piuttosto grandi di invidia, gelosia, rabbia, insoddisfazione, ecc. Quindi valuta la fonte, se ritieni che che la critica sia distruttiva allora IGNORA…questo tipo di critica non ti porterà verso la crescita.

Se invece ritieni che la critica in questione possa essere costruttiva allo passa al terzo step.

Terzo passo: gestisci le emozioni e contestualizza

Questa forse è una delle cose più difficili da fare. Ognuno di noi ha un livello diverso di sensibilità alla critica, quindi le reazioni immediate potrebbero essere molto diverse da persona a persona. Se fai parte della categoria dei molto “permalosi”, quindi di coloro che se la prendono subito per qualsiasi cosa, devi imparare a gestire il lato emotivo. Spesso dietro la permalosità si nasconde un problema di bassa autostima, bisogna imparare a valorizzare se stessi riconoscendo il proprio valore a prescindere dagli errori che si fanno. In molti casi le persone tendono a generalizzare la critica finendo con il mettere in discussione totalmente se stessi, in realtà questo è un atteggiamento che mantenuto può fare danni in molti ambiti della tua vita. Quindi non lasciarti andare a facili attacchi di rabbia, riesamina l’accaduto, contestualizza la situazione e valuta che cosa potevi fare meglio, in che cosa hai sbagliato, che cosa si poteva cambiare.

A questo punto, affinché il tuo lavora non sia vano ci sarebbe ancora un ultimo passo.

Quarto passoattivati per il miglioramento.

Gestita bene, la critica costruttiva dovrebbe generare dei miglioramenti e condurti ad una crescita personale, quindi dopo aver capito che cosa bisogna fare per ottenere un miglior risultato bisognerebbe metterlo in atto.

In conclusione ti lascio la lettura di questo racconto che nasce dalla rielaborazione di C. Chaplin di una favola di Esopo:

“C’era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino. Decisero di viaggiare, di lavorare e di … conoscere il mondo. Così partirono tutti e tre con il loro asino.

Arrivati nel primo paese, la gente commentava : “Guardate quel ragazzo quanto è maleducato…lui sull’asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano”

Allora la moglie disse a suo marito: “Non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio.”

Il marito lo fece scendere e salì sull’asino.

Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: “Guardate che svergognato quel tipo… lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l’asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa.”

Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l’asino.

Arrivati al terzo paese, la gente commentava: -“Pover’uomo! dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull’asino, e povero figlio, chissà cosa gli spetta, con una madre del genere!
Allora si misero d’accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull’asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio.

Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese:- “Sono delle bestie, più bestie dell’asino che li porta, gli spaccheranno la schiena!”-

Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all’asino.

Ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: “guarda quei tre idioti; camminano, anche se hanno un asino che potrebbe portarli!”

(Charlie Champlin)

Trai tu le tue conclusioni!

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By |2018-10-05T18:16:48+00:00Giu 23rd, 2017|Comunicazione e Relazione, Gestire le Emozioni|0 Comments

About the Author:

Sonia
Frase preferita La gentilezza delle parole crea fiducia. La gentilezza dei pensieri crea profondità. La gentilezza dei doni crea amore Lao-Tzu

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