Questo articolo è stato aggiornato il 18 Ottobre 2020

Il metodo di Thomas Gordon ti permetterà di migliorare la comunicazione in ogni settore della tua vita. Scopri con noi il metodo.

Se desidero veramente migliorare la mia vita, se voglio sinceramente essere più sano e più felice, devo migliorare la qualità delle mie relazioni”

T. Gordon

Se sei giunto qui, vuol dire che ti sarai sicuramente confrontato con tantissimo materiale on line che tratta lo stesso argomento: teorie, metodi, tecniche di ogni genere. Tranquillo lo abbiamo fatto anche noi e abbiamo trovato nel metodo di Thomas Gordon un vero compendio chiaro ed efficace in grado di aiutare veramente a rendere le tue relazioni migliori.

Ma scopriamo insieme qualcosa in più su questo autore.

Thomas Gordon, un vero pioniere.

Thomas Gordon è stato uno psicologo clinico americano, collega di Carl Rogers, riconosciuto come un pioniere nell’insegnamento delle abilità comunicative e di metodi per la gestione del conflitto per genitori, dirigenti, insegnanti, venditori. Autore di diversi libri sulla comunicazione efficace e candidato al Premio Nobel per la Pace per ben 3 volte, si è distinto per il grande contributo che il suo lavoro ha dato alla Scuola, alla Famiglia e allo Sviluppo della Persona.

Il Metodo di Thomas Gordon: descrivere e non giudicare

T. Gordon, nell’elaborazione del suo metodo, parte da una premessa importante: ogni volta che ci rapportiamo con una persona formiamo una finestra percettiva con la quale osserviamo i comportamenti dell’altro. Ne possediamo una diversa per ogni persona con cui entriamo in relazione e nel metodo di T. Gordon viene definita: il rettangolo del comportamento.

In pratica, la prima cosa da imparare a fare, è discernere la descrizione del comportamento dal giudizio per riuscire ad iscrivere il comportamento (la relazione) in un rettangolo oggettivo che ci fornisca tutti i dati per comprendere al meglio la situazione.

La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione.

Carl Rogers

Due sentimenti importanti: accettazione e non accettazione

Prima di entrare nel metodo di Thomas Gordon, occorre tener in considerazione che ogni persona imposta la relazione in base a due elementi estremamente variabili da persona a persona: i comportamenti accettabili e quelli inaccettabili.

Questo è un filtro percettivo che influenza moltissimo le nostre relazioni perché non è possibile accettare tutto e possiamo avere punti di vista differenti sulla stessa cosa. Questa linea non è statica, può cambiare più volte e anche rapidamente nel corso della giornata e delle nostre relazioni in base a:

  • Fattori interni (umore, stanchezza, stato d’animo, preoccupazioni, ecc.) se non ti senti in forma tenderai ad essere più incline alla non accettazione di tutto, mettendo più filtri;
  • L’ambiente: Il luogo in cui si svolge la relazione può influenzare tantissimo il tuo grado di accettazione e non accettazione di quello che succederà;
  • L’altro: il tuo livello di accettazione varia anche in base al tuo interlocutore (figlio, estraneo, collega, genitori, ecc.)

Di chi è il problema?

Spesso nelle relazioni ci dobbiamo necessariamente rapportare con dei problemi, (situazioni/comportamenti) non preventivati che sfuggono al controllo di una delle due parti. Per impostare una relazione sana e una comunicazione efficace diventa fondamentale capire dove si colloca il problema e a chi appartiene.

Anche qui, il metodo di Thomas Gordon fornisce uno schema dettagliato, noi lo vedremo in modo sintetico.

L’accettazione è come il terreno fertile che permette a un seme minuscolo di trasformarsi nel bel fiore che può diventare.

La condizione ideale per essere di sostegno nella relazione è che il problema/situazione rientri nell’area problematica dell’altro e non nella tua, in modo che tu possa entrare nell’area dell’accettazione.

Vediamo nello specifico i due casi in cui questo avviene:

  • L’altro assume dei comportamenti che non ti causano problemi;
  • Il problema dell’altro non è percepito come un problema per te;

Se il comportamento/problema ti causa disagio, situazione conflittuale, ecc. oppure è anche un tuo problema, allora entrerai nella dinamica della non accettazione perché il problema si colloca nella tua area problematica.

Fatte queste doverose premesse entriamo maggiormente nella pratica.

Il metodo di Thomas Gordon: le due tecniche indispensabili

Secondo Thomas Gordon non è possibile essere un buon comunicatore se non si possiedono: l’ascolto attivo e il messaggio io. Due tecniche ormai diffuse in tutto il Mondo e applicate in qualsiasi contesto relazionale.

L’ascolto attivo è alla base di una comunicazione efficace

Abbiamo già precedente parlato di ascolto attivo in un nostro articolo, qui vedremo come applicare l’ascolto attivo secondo lo schema di Gordon. Partendo dal presupposto che ascoltare non significa semplicemente stare zitti, vediamo come applicare facilmente l’ascolto attivo attraverso le 4 sequenze di Gordon.

Step 1: ascolto passivo

Nella prima parte della conversazione è importante stare in silenzio, questo predispone al meglio l’altro, dando il giusto tempo e spazio al tuo interlocutore;
Il silenzio protratto e impassibile per lungo tempo finisce con il creare disagio nell’altro ecco perché, ogni tanto occorre sostenere la comunicazione.

Step 2: messaggi di accorgimento verbali e non

Mentre la persona sta parlando è importante sostenere la comunicazione con dei segnali verbali, sono un esempio le seguenti frasi: Continua, sto cercando di capire, vai avanti, interessante continua accompagnati da segnali del corpo coerenti come sorrisi, cenni del capo, gesti delle mani, ecc.

Step 3: Inviti all’approfondimento

Qui dovrai essere abile a far ampliare la conversazione al tuo interlocutore, attraverso un atteggiamento non giudicante ma accogliente, cercando di farti dare ulteriori informazioni. Dimmi di più? Aiutami a comprendere meglio’

Step 4: Ascolto attivo (riflessivo)

Quando il tuo interlocutore avrà terminato di parlare, la tua abilità starà nel riproporre gli argomenti del discorso attraverso altre parole questo ti permetterà di portare l’interlocutore su un piano riflessivo e ti permetterà di capire se hai ben compreso la situazione e farà sentire l’altro accettato e ascoltato. A tal proposito, come abbiamo detto più volte in altri articoli, l’ascolto attivo richiede empatia.

Il messaggio io: per eliminare il giudizio

Abbiamo spesso ripetuto come il giudizio sia una delle barriere più difficili da abbattere nella comunicazione e soprattutto nel gestire il conflitto, la seconda tecnica del metodo di Thomas Gordon – messaggio io – ti aiuta proprio a non colpevolizzare e giudicare l’altro, portandolo invece su una dimensione di riflessione di quanto ha affermato e delle conseguenze delle sue azioni.

Anche questa tecnica è suddivisa in 4 step, vediamoli insieme:

  1. Inizia a descrivere come ti senti: Io mi sento…
  2. Continua specificando qual è la situazione che ti crea problema: Quando tu…
  3. Prosegui nello spiegare qual è il sentimento che suscita in te: Perché…
  4. E infine si conclude con un’affermazione universale: Io vorrei che…

Un esempio per chiarire

“Io mi sento non considerato quando ti richiudi nel tuo silenzio perché mi sento messa in disparte e ignorata, vorrei che provassimo insieme a trovare una soluzione” diventa una frase molto più efficace per indurre un cambiamento rispetto a: “La devi smettere di rinchiuderti nel tuo silenzio! Sei un egoista! Così mi ignori.”

La tecnica del messaggio io diventa utilissima quando il tuo interlocutore mette in atto comportamenti o atteggiamenti per te inaccettabili. In questo semplice modo, la persona riuscirà a capire come vi sentite e sarà più invogliata a modificare il suo comportamento in base alle vostre richieste.

In conclusione

Nella sua semplicità di applicazione il metodo di Thomas Gordon sia uno degli strumenti, a nostro parere, maggiormente efficaci e pratici nel risolvere situazioni di conflitto nei diversi ambiti della vita. Ovviamente la sola lettura del metodo, se non è seguita dalla pratica, non garantirà grandi successi. Quindi ti invitiamo a sperimentarla e a condividere con noi le tue riflessioni.

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