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La fine di un amore è un’esperienza comune, in grado di generare molta sofferenza ma se impari a rielaborarla ti condurrà verso un amore più grande

Ad un cuore in pezzi, nessuno si avvicini senza l’alto privilegio di aver sofferto altrettanto.

Emily Dickinson

La fine di un amore: una grande sofferenza.

Tutti abbiamo affrontato la pena e la sofferenza che genera l’essere abbandonati da colui o colei verso cui abbiamo nutrito un sentimento d’amore. Pur essendo un’esperienza comune della vita, essere lasciati dalla persona che si ama rappresenta una vera e propria sofferenza che gli esperti del settore definiscono come un vero “lutto affettivo”. 

La fine di un amore può generare emozioni e sentimenti variegati a seconda della reazione del soggetto e delle circostanze in cui avviene, in ogni caso è un’esperienza che può essere rielaborata e superata. 

Forse alcuni amori, come recitano alcune canzoni, non si dimenticano mai ma se sono capitati sul nostro cammino, era necessario per la nostra crescita. 

Le 5 fasi dell’elaborazione della perdita

La studiosa svizzera Elisabeth Kubler-Ross ha dedicato gran parte delle sue ricerche a sostegno di coloro che avevano subito un lutto o una perdita affettiva e ha individuato 5 fasi per la rielaborazione della perdita sia reale che affettiva. 

Vediamo insieme le 5 tappe che percorre una persona (più o meno consapevolmente) quando affronta la fine di un amore. Prima di vederle singolarmente è doveroso fare una precisione, la sequenza e la durata di ciascuna fase, sono diverse per ogni individuo. Il processo di rielaborazione di un “lutto” o di una perdita è un processo molto complesso e altamente soggettivo.

Fase 1: Negare che è finita.

Solitamente la prima fase che la persona vive di fronte ad un abbandono è quello di negare. All’inizio la nostra mente, a causa dello stupore e dello sgomento, non riesce a realizzare la situazione e si nasconde dietro incredulità, dietro rappresentazioni molto soggettive. Non essendo ancora in grado di rielaborare la situazione reagisce negando, quindi le frasi tipiche sono: Non è possibile, Non può essere successo a me e frasi simili. La persona rifiuta totalmente una realtà spiacevole da digerire.

Fase 2: Il patteggiamento

La persona inizia a percepire l’assenza della persona, l’oggetto del suo sentimento ma non è ancora in grado di accettare razionalmente la situazione, quindi inizia la ricerca dell’amato e si dimostra disposta a tutto per riaverlo, quindi entra nella fase di negoziazione. Se torni cambierò – Te lo prometto starò sempre con te – Dammi un’altra possibilità – sono le tipiche frasi che si sentono dalla persona che sta soffrendo per la fine di un amore in questa particolare fase. 

Fase 3: La rabbia

Fallito ogni tipo di patteggiamento, la persona inizia a rendersi conto che la persona non c’è più e che non tornerà quindi solitamente inizia la terza fase che è quella della rabbia, spesso diretta verso la persona che se ne è andata. Le reazioni, in questo caso sono le più diverse a seconda del temperamento di ciascun individuo, possono limitarsi a frasi spiacevoli, insulti diretti o indiretti fino ad arrivare (in alcuni casi) anche ad una reazione fisica (ovviamente sconsigliata). Questa fase risulta particolarmente delicata, gestire in modo adeguato la situazione permette di trasformare la rabbia in una nuova fonte di energia positiva. 

Fase 4: Lo stato di depressione

Passata anche al fase di collera e rabbia, la persona manifesta uno stato di depressione, avverte il senso di vuoto che si è creato perché una parte che ormai costituiva il fatidico “noi” non c’è più e con essa tutti i progetti, i sogni e le aspettative che fino ad allora si erano nutrite. Ma non solo, iniziano a mancare le abitudini quotidiane che costituivano il rapporto addirittura i piccoli e grandi difetti che prima davano così tanto fastidio. In questa fase il soggetto, avvolto da diversi sentimenti negativi, tende a buttarsi addosso tutte le responsabilità della fine della storia e i sensi di colpa. E’ uno stato doloroso ma necessario in cui la persona soffre profondamente e non vede nulla che possa darle sollievo. 

Sai quando le persone diventano forti? Quando imparano ad accettare il dolore.

Romano Battaglia

Fase 5: Finalmente di accetta

Dopo la fase di sofferenza che come abbiamo detto in precedenza ha una durata altamente variabile e diversa per ciascun soggetto, la persona si rende conto che nonostante tutto è andata avanti. Il dolore per la fine dell’amore non è più straziante come prima e prende consapevolezza che la vita può continuare. L’amore che nutriva verso un soggetto esterno ora è diventato un ricordo custodito in una parte interna che però non le impedisce di vivere e di ritrovare la felicità. 

La fine di un amore: talvolta un cammino tortuoso.

Nonostante le fasi sopra descritte ci aiutino a comprendere che, come tutte le cose, anche l’elaborazione della fine di un amore segua un percorso destinato a concludersi positivamente nella maggior parte dei casi, è vero anche che in certe situazioni la persona abbandonata resti intrappolata nel ciclo della fasi, perdendo anche il desiderio di amare nuovamente. Per quanto la sofferenza d’amore ci possa apparire ingiusta è assolutamente necessaria al processo evolutivo della persona che dipende molto da come sarà gestita dal soggetto. 

Quando qualcuno se ne va è perché c’è qualcun’altro che sta per arrivare.

Paolo Coelho

In conclusione

La rielaborazione di una perdita affettiva e di un dolore per la fine di un amore è un processo in cui subentrano numerose variabili e quindi difficilmente prevedibile. 

In alcuni casi le persone restano intrappolate in una delle 4 fasi che precedono l’accettazione, continuando ad alimentare il dolore senza permettergli di trasformarsi in un’esperienza di crescita. Se stai affrontando la fine di un amore potrebbe esserti utile avere anche avere alcuni consigli e strategie su come affrontare la situazione nel modo più efficace. 

A tal proposito ti lasciamo alla lettura del seguente articolo: La sofferenza d’amore: gli strumenti per affrontarla.

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