Questo articolo è stato aggiornato il 7 Febbraio 2022

La paura, soprattutto se immaginaria, è uno degli ostacoli maggiori alla tua felicità. Prosegui la lettura per capire come agisce e soprattutto come superarla.

La paura è l’emozione più difficile da gestire. Il dolore si piange, la rabbia si urla, ma la paura si aggrappa silenziosamente al cuore.
Gregory David Roberts

La paura, insieme a gioia, disgusto, rabbia e tristezza, è una delle emozioni primarie dell’essere umano e come tale, ha avuto nel corso della nostra evoluzione un’importante funzione di sopravvivenza dalla specie. Di fronte ad un pericolo o una minaccia, quest’emozione ci mette in guardia e ci guida nella conservazione della nostra vita scatenando a livello chimico e biologico istintive e immediate risposte, al fine di garantire una reazione veloce dell’individuo: il meccanismo lotta o fuggi.

Come reagiamo alla paura?

Nonostante le nostre paure siano profondamente diverse rispetto a quelle del passato, il meccanismo che il nostro cervello attiva di fronte alla stimolo della paura è rimasto praticamente intatto nel tempo. Tutto ha inizio nella zona del cervello che si chiama amigdala, una piccola ghiandola a forma di mandorla da cui si innesca una complessa reazione a catena che, partendo dalla rilascio dei cosiddetti “ormoni dello stress”, attiva il sistema nervoso simpatico nella modalità: attacco o fuga.

In parole povere il nostro cervello entra in uno stato di allerta: le pupille si dilatano, il respiro accelera, aumentano il battito cardiaco, pressione e flusso sanguigno e una buona quantità di glucosio viene indirizzato verso i muscoli, mentre altri organi (non vitali) riducono la loro attività. Quasi contemporaneamente, parte dal cervello una sorta di valutazione della situazione, in modo da comprendere se si tratta di una minaccia reale, in questo caso la risposta continua o se ci si trova di fronte ad un falso allarme, in tal caso la risposta di arresta.

Dalla paura della tigre alla paura della paura

Nel corso dei secoli e dell’evoluzione la realtà che ci circonda è molto cambiata, molte delle “paure” che hanno caratterizzato la vita dei nostri antenati sono ormai scomparse dalla vita quotidiana e sono state sostituite da altre tipologie di paure che se vissute in modo esagerato, rischiano di far vivere l’essere umano in una condizione di forte stress emotivo per gran parte del tempo.

Viviamo nella paura, ed è così che non viviamo. Buddha

Stiamo assistendo infatti ad una situazione particolare, dove la paura sembra accompagnare l’uomo per buona parte della sua vita, dando origine a reazioni corporee e psicologiche che minano la serenità e il benessere delle persone. Secondo lo scrittore e psicoterapeuta Giulio Cesare Giacobbe, la maggior parte delle nostre paure è immaginaria ed è la principale fonte della nostra infelicità.

Approfondiamo meglio questo concetto dalla spiegazione che ne fa lo stesso autore in questo breve ma significativo video.

La paura: una trappola mentale da cui si può uscire.

Pur riconoscendo l’importante valore che la paura ha e ha avuto per la nostra sopravvivenza, non possiamo fingere di non vedere come (attualmente) questa emozione stia giocando un ruolo incisivo nella vita delle persone, incrementando quel forte senso di malessere che è possibile notare in qualsiasi relazione umana intendiamo approfondire partendo da quella fondamentale: quella con sé stessi. Il rapporto che abbiamo con la paura riguarda tutti noi, nessun escluso, ed è una relazione che dobbiamo imparare a gestire in modo diverso se abbiamo deciso di uscire finalmente dalla trappola mentale che rappresenta.

La paura guardata in faccia diventa coraggio, la paura ignorata diventa timor-panico.  Antica iscrizione sumera

A questo punto sorge spontanea la domanda: Come posso uscire dalla trappola? 

L’accettazione della paura: primo passo per affrontarla.

La paura, come abbiamo detto, rappresenta un concetto molto ampio in cui si racchiudono dolori, sofferenze ed emozioni molto intensi che l’essere umano, per sua natura, tende a non voler affrontare per non confrontarsi con una sofferenza più grande e con se stesso.  Per evitare il dolore, inconsapevolmente l’uomo sceglie di sottomettersi alla paura, trasformandola in un’emozione cronica e compromettendo totalmente il suo livello di benessere.

Ma esiste un altro modo di affrontare la cosa, ispirandoci alla grande preparazione e saggezza di un grande uomo della cultura contemporanea, Mauro Scardovelli: la mossa contro intuitiva che occorre mettere in atto di fronte alla paura è proprio quella di guardarla in faccia ed accettarla. 

I 3 passi per superare la paura

Una volta compreso bene come agisce la paura, e che l’unico modo per affrontarla è quella di non negarla, non ci resta che affrontare la parte fondamentale: come superarla per evitare di diventarne succubi.

Ovviamente la risposta dovrà essere personalizzata da ognuno di voi in base alla situazione ma i passaggi principali da mettere in atto sono 3:

  1. Smettere di procrastinare;
  2. Eventualmente chiedere aiuto “animico”;
  3. Imparare ad alimentare i pensieri potenzianti e non quelli limitanti;

Approfondiamo meglio i concetti qui sotto.

Smettere di procrastinare

Uno degli errori che commettiamo più facilmente di fronte alla paura è quella di rimandare l’appuntamento con essa, per evitare la sofferenza, continuiamo a procrastinare finendo con l’instaurare un loop negativo dal quale diventa sempre più complesso uscire. Il primo passo da compiere è guardare in faccia la paura e affrontarla. Ricordati che la Vita ci pone ostacoli e difficoltà proprio per farci elevare, per farci migliorare. Continuando a rimandare non farai altro che peggiorare la situazione.

La paura di soffrire è assai peggiore della stessa sofferenza. Paolo Coelho

Eventualmente chiedere aiuto “animico”

Un altro comune errore che viene commesso per evitare la paura è quello di chiedere aiuto, un aiuto “egoico” cioè un aiuto in cui si pretende che qualcun altro faccia per noi, una vera forma di pigrizia, disonestà e di dipendenza.

Attenzione, possiamo richiedere aiuto ad altri, ma deve essere una richiesta dell’anima, un aiuto in cui non si delega la paura all’altro, ma si resta consapevoli del fatto che quella paura è un problema di “governo interiore” che riguarda solo noi.

Imparare ad alimentare i pensieri potenzianti

Spesso di fronte alla paura pensiamo di poter controllare le emozioni che proviamo, non c’è errore più grande. L’unica cosa che invece possiamo imparare a fare è comprendere come educare la mente a diventare nostro alleato, cioè imparare a controllare i pensieri, osservandoli e decidendo a quali dare credito e quali non considerare.

La mente e la paura, insieme, creano la tua miseria; meditazione e amore, insieme, creano tutto ciò che hai sempre sognato e desiderato. Osho

Ricordiamo che la mente mente, la maggior parte dei pensieri che produciamo sono stati sovrascritti senza il tuo consenso e risalgono a periodi anagrafici molto distanti da quelli attuali, nonostante tutto essi continuano ad apparire meccanicamente alimentando altri pensieri ed emozioni negative. L’unica via di uscita da tutto è espandere la consapevolezza, diventando osservatore di te stesso.

In conclusione

Nonostante il percorso e la relazione per superare la paura non sia semplice, resta l’unico modo per diventare più forti e raggiungere un nuovo livello di consapevolezza capace di regalarci una miglior qualità della vita. Sempre facendo riferimento ad uno degli ispiratori di questo articolo: Mauro Scardovelli, grande uomo di cultura e soprattutto grande anima, vi lascio con queste parole che spero diventino uno stimolo ad andare oltre la vostra paura:

Credo sia molto importante sapere che dentro  di noi in realtà ci sono dei potenziali straordinari, ma che sono veramente dietro l’angolo, ci vuole fede in qualcosa in cui puoi credere, in qualcosa che sperimenti essere dentro di te.

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